Cosa succede quando beviamo il “bicchiere di troppo”

Parliamo sempre di alcool, a differenza della volta scorsa, dove abbiamo visto come mai quando beviamo siamo apparentemente più rilassati e disinibiti, oggi chiacchieriamo su come questa sostanza viene metabolizzata dal corpo, è curioso sapere che a differenza della maggior parte delle sostanze nutritive, le quali vengono “assorbite ed utilizzate” dall’organismo l’alcool a livello metabolico , ha il target di essere neutralizzato ed eliminato. Durante questa fase noi viviamo una condizione di apparente benessere, ci sentiamo psicologicamente più “leggeri”.
Quando il metabolismo e l’escrezione dell’alcool non sono sufficientemente efficaci, inizia una vera e propria intossicazione, che si manifesta immediatamente con alcuni sintomi nervosi ed evolve in base all’alcolemia (quantità di etanolo nel sangue misurata in g/l).
L’ossidazione dell’alcol libera una quantità notevole di energia (7 Kcal per grammo ossidato), senza però fornire nutrienti, quindi l’alcol, nonostante un elevato potere energetico, non ha nessuna valenza dal punto di vista nutrizionale; ecco perché, in ambito dietetico, si usa dire che quelle dell’alcol sono “calorie vuote”, favorendo deficit vitaminici e aumento del tessuto adiposo viscerale.
La nostra “macchina metabolica” viene investita in pieno per eliminare questo “veleno”, in primi il Fegato, che garantisce un consistente impegno metabolico del fegato, da qui le patologie legate a livello epatico, introducendo la produzione di tossine nel pancreas.
Come per un auto, quando si inserisce del carburante scadente, le conseguenze ricadono su più componenti, cosi anche per il sistema immunitario, rendendo il corpo più suscettibile alle malattie.
I bevitori cronici sono più suscettibili alle polmoniti e alla tubercolosi rispetto alle persone che non bevono eccessivamente. Anche in una sola occasione, bere troppo rallenta la capacità di prevenire le infezioni (anche fino a 24 ore dopo l’evento).
Ora..sfatiamo il mito della grappa al collo del san bernardo ..Anche la Vasodilatazione cutanea e aumento del flusso sanguigno viene alterato, con iniziale sensazione di calore ma limitata nel tempo.

Ricordiamo che l’effetto psicotropo nervino dell’etanolo altera la percezione degli stimoli sensoriali. Questo fenomeno è per lo più responsabile della riduzione nella percezione del freddo, così come del caldo, del dolore ecc.., gli effetti sono tanto più intensi quanto più bassa è la temperatura esterna. Di conseguenza, è assolutamente controindicato somministrare alcol alle persone semiassiderate; la conseguente vasodilatazione disperderebbe il già modesto calore corporeo, nonostante venga percepito l’esatto opposto.
In definitiva, l’abitudine di bere superalcolici quando si è infreddoliti è un rimedio popolare illogico e privo di fondamenti; il sollievo dal freddo generato dall’alcol non è altro che una semplice “percezione” provocata dall’effetto combinato tra l’alterazione sensoriale e la rapida vasodilatazione periferica (che diventa tuttavia quasi subito controproducente).
ARTICOLO SCRITTO DA PIERANGELO VALAPERTA
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